Caro energia e materie prime, impatto sulle imprese: i dati

A partire dall’ultimo trimestre 2021, la questione caro energia e materie prime è diventata sempre più preoccupante per le famiglie e per le imprese, che si sono ritrovate cifre più elevate delle precedenti nelle bollette di luce e gas.

Basti pensare che dal primo trimestre del 2019 al primo trimestre 2022 i prezzi dell’energia sono aumentati del 112% per le aziende.

Secondo una ricerca condotta su 2.500 imprese da CNA (la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), il 95% delle aziende ritiene che questo aumento avrà un forte impatto sulle attività con pesanti ricadute in termini di aumenti dei listini, sospensione degli investimenti e, in alcuni casi, riduzione del personale.

Le aziende devono inevitabilmente ricorrere ad una rivalutazione completa del processo di produzione, vendita e distribuzione dei propri prodotti e servizi, con ricadute importanti per i consumatori.

Bisognerà considerare innanzitutto la differenza che intercorre tra costi diretti e costi indiretti, valutando l’impatto che l’aumento dei costi dell’energia ha generato anche su queste voci, e poi proseguire sull’individuazione di soluzioni in grado di alleggerire il peso dell’aumento dei costi sulle materie prime.

Un piano ben strutturato non assicura tuttavia la sopravvivenza dell’azienda, perché le variabili che potrebbero entrare in gioco sono diverse, soprattutto se rinuncia nel tempo ad investimenti importanti per migliorare la qualità e la competitività delle imprese. Il rischio più grande è quindi quello di arrestare la ripresa economica nazionale.

Caro energia: i dati dell’impatto sulle imprese

Entrando nel dettaglio dei numeri per i diversi settori, il comparto costruzioni segnala un 33,1% di aumento sull’importo della bolletta, segue il settore trasporti con il 31,9% e la manifattura con il 29,9%. Il commercio ha invece subito il 21,4% di rincari e il turismo il 18,6%.

Tutto questo provocherà una perdita in termini di guadagni per il 77,5% delle imprese, mentre il 10,6% prevede proprio un calo della produzione e 200mila imprese prospettano un fermo dell’attività.

Considerando gli aspetti di programmazione interna, il 37% delle imprese ha rimandano gli investimenti programmati per quest’anno e molte attività saranno costrette a ritoccare i listini per rientrare dei costi diretti.

Le cause dell’aumento del costo delle materie prime

La regioni dell’aumento del costo delle materie prime sono da ricercare principalmente nella gestione dell’approvvigionamento e della distribuzione dell’energia.

Molti Paesi della Comunità Europea, compresa l’Italia, acquistano la maggior parte dell’energia all’estero e nella contrattazione sui mercati, vista l’alta richiesta, si procede al rialzo, con il solo obiettivo di avere più profitto per chi produce.

Le associazioni di categoria segnalano inoltre una disparità nella strutturazione delle voci di bolletta che penalizzerebbe le piccole e medie imprese, che in Italia rappresentano il 49% del gettito complessivo, con un versamento di 4,7 miliardi l’anno. Secondo la stima di CNA infatti le imprese più piccole pagherebbero l’energia 4 volte in più rispetto alle grandi imprese.

Le agevolazioni per contrastare il caro bollette

Per contrastare il caro bollette, il governo ha varato diversi provvedimenti, con sconti su IVA, annullamento degli oneri di sistema e possibilità di dilazionare le bollette in 10 rate.

Già si lavora però ai provvedimenti per i prossimi mesi, con incontri tra il governo e le associazioni di settore per concordare nuove soluzioni anti-rincaro proseguiti a fine gennaio.

Sul tavolo ci sono diverse ipotesi, anche la richiesta da parte di Confindustria di interventi strutturali a lungo termine che prevedono un maggiore utilizzo di energie rinnovabili, aspetto questo che sta a cuore al 9% degli imprenditori, che vedono in questa possibilità una valida soluzione per scongiurare altre situazioni di questo tipo.

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